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Gli scienziati scoprono una nuova via di infezione per i coronavirus nelle cellule umane
I ricercatori hanno identificato una nuova via attraverso cui alcuni coronavirus potrebbero entrare nelle cellule umane, ampliando la comprensione delle potenziali minacce zoonotiche e dei futuri rischi pandemici.

Pipistrello dal naso a forma di cuore. Foto: Adrien Jailloux/Wikimedia
Uno studio condotto da scienziati del Regno Unito e del Kenya ha scoperto che un coronavirus dei pipistrelli, noto come CcCoV-KY43, può legarsi al CEACAM6, un recettore presente nelle cellule polmonari umane.
Sebbene il virus non sia stato rilevato nell'uomo, la scoperta rivela una via finora sconosciuta che gli alfacoronavirus potrebbero utilizzare per infettare le cellule.
Utilizzando dati di sequenza genetica anziché virus vivi, i ricercatori hanno sintetizzato le proteine spike di 27 alfacoronavirus derivati da pipistrelli e ne hanno testato la capacità di legarsi ai recettori delle cellule umane.
L'analisi ha dimostrato che il CcCoV-KY43, un virus presente nei pipistrelli dal naso a cuore dell'Africa orientale, è in grado di riconoscere e legarsi al recettore CEACAM6.
Questi risultati mettono in discussione l'ipotesi a lungo sostenuta secondo cui gli alfacoronavirus si affidano solo a due tipi di recettori noti per infettare gli ospiti. Lo studio suggerisce invece che questi virus potrebbero utilizzare una gamma molto più ampia di punti di ingresso cellulare.
I ricercatori affermano che la scoperta evidenzia la necessità di un maggiore monitoraggio dei coronavirus dei pipistrelli nell'Africa orientale e potrebbe contribuire a identificare i potenziali rischi di trasmissione prima che si verifichino epidemie.
Questo approccio potrebbe anche favorire lo sviluppo precoce di vaccini e trattamenti antivirali mirati ai virus emergenti.
Il team prevede di utilizzare lo stesso metodo di screening computazionale per identificare altri virus animali con il potenziale di infettare l'uomo.
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