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Biosensore per la diagnosi precoce del cancro al pancreas
Ricercatori brasiliani hanno sviluppato un biosensore elettrochimico in grado di rilevare il cancro al pancreas in fase iniziale tramite un semplice esame del sangue. Il dispositivo identifica il CA19-9, un biomarcatore chiave legato alla malattia, a concentrazioni molto basse, offrendo un'alternativa più rapida ed economica rispetto ai tradizionali esami di laboratorio.

Il dispositivo contiene anticorpi specifici che catturano il principale biomarcatore del cancro al pancreas. Il legame di questi anticorpi altera la distribuzione delle cariche elettriche sulla superficie dell'elettrodo. Il sensore traduce quindi questa variazione in un segnale di capacità misurabile. galleryimg="no"> Foto: Gabriella Soares
Il cancro al pancreas viene spesso diagnosticato tardivamente perché raramente causa sintomi nelle sue fasi iniziali. Di conseguenza, rimane uno dei tumori più letali, con tassi di sopravvivenza a cinque anni nei casi avanzati che arrivano fino al 3%.
In test condotti su 24 campioni di sangue di pazienti in diverse fasi della malattia, il sensore ha prodotto risultati statisticamente comparabili a quelli dei metodi diagnostici standard.
I ricercatori ora prevedono di estendere i test a un numero maggiore di campioni di sangue, saliva e urina.
Il cancro al pancreas viene solitamente rilevato mediante test immunoenzimatico (ELISA), un metodo che richiede laboratori specializzati, personale qualificato e tempi di elaborazione più lunghi. Il nuovo biosensore fornisce risultati in circa 10 minuti.
Il dispositivo funziona tramite un meccanismo "chiave-serratura". Gli anticorpi presenti sulla superficie del sensore si legano alle molecole CA19-9 nel campione del paziente, modificando la carica elettrica sull'elettrodo.
Tale variazione viene convertita in un segnale misurabile che indica la concentrazione del biomarcatore.
Il team sta inoltre sviluppando sensori aggiuntivi con diversi sistemi di rilevamento e li sta combinando con strumenti di apprendimento automatico in quello che i ricercatori chiamano una "lingua bioelettronica".
Il sistema è progettato per analizzare i modelli presenti in campioni di sangue, urina e saliva, migliorando l'accuratezza diagnostica e riducendo gli errori di lettura.
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